pef Il piano finanziario (PEF) TARI nelle ultime delibere ARERA

Il piano finanziario (PEF) TARI nelle ultime delibere ARERA

Le pubblicazioni del 30 Luglio da parte dell’autorità di regolazione dei rifiuti https://www.arera.it/it/elenchi.htm?type=dc-19 rappresentano le prime indicazioni per la gestione del prelievo sui rifiuti a partire dal 2020.

Il primo documento 351/2019 non poteva che essere riservato alla formulazione del piano finanziario dei costi, in un’ottica che parte dal DPR 158/99 integrato con indicazioni, valide tanto per la tariffa quanto per la tassa, che mirano a rispondere alle maggiori criticità, ben note agli addetti ai lavori.

In primo luogo sono stati individuati i costi che non possono essere finanziati dalla tariffa. Non sono ricomprese nel perimetro del servizio di gestione del ciclo integrato dei rifiuti urbani, e pertanto non sono coperte dalla tariffa definita dall’Autorità in quanto non costituiscono attività regolate, le attività esterne non strettamente riferibili al servizio, anche qualora siano state incluse nella concessione di affidamento del servizio di gestione integrata del ciclo dei rifiuti, quali a titolo esemplificativo le attività di:

  • raccolta, trasporto e smaltimento amianto da utenze domestiche;
  • derattizzazione;
  • disinfestazione zanzare;
  • spazzamento e sgombero della neve;
  • cancellazione scritte vandaliche;
  • defissione di manifesti abusivi;
  • gestione dei servizi igienici pubblici;
  • gestione del verde pubblico;
  • manutenzione delle fontane

Altra importante questione, la cosiddetta limitazione della crescita delle entrate, sintetizzata in una formula che considera il già noto tasso di inflazione programmata, il recupero di efficienza, la qualità delle prestazioni.

La limitazione della crescita delle entrate (𝜌𝑎 ) è definita sulla base della seguente condizione:

 𝜌𝑎 = 𝑟𝑝𝑖𝑎 − 𝑋𝑎 + 𝑄𝐿𝑎 + 𝑃𝐺𝑎

  • il tasso di inflazione programmata, 𝑟𝑝𝑖𝑎 ;
  • un fattore che tiene conto del miglioramento di efficienza, 𝑋𝑎 ;
  • un coefficiente che tiene conto del previsto miglioramento della qualità delle prestazioni erogate alle utenze, 𝑄𝐿𝑎 , il quale può assumere valore nei limiti indicati nella successiva tabella;
  • un fattore che tiene conto di modifiche del perimetro gestionale (anche conseguente ad operazioni di aggregazioni tra gestori), con riferimento ad aspetti tecnici e/o operativi, non intercettato dal fattore relativo alla qualità, 𝑃𝐺𝑎 il quale può assumere valore nei limiti indicati nella successiva tabella indicata nel punto 3.15.

La possibilità di aumentare ulteriormente le entrate con il superamento dei limiti previsti dal documento, è decisione lasciata alle autorità d’ambito (o altro soggetto competente) per assicurare il raggiungimento dei previsti miglioramenti di qualità ovvero per sostenere il processo di integrazione delle attività gestite. A tal fine dovrà essere presentata all’Autorità – con riferimento ai dati 2017, 2018 e alle risultanze disponibili per il 2019 –  una relazione attestante le valutazioni di congruità compiute sulla base delle risultanze dei fabbisogni standard di cui all’articolo 1, comma 653, della legge n. 147/2013, le valutazioni in ordine all’equilibrio economico-finanziario delle gestioni, con specifica evidenza degli effetti di eventuali valori di picco di determinati costi di trattamento e smaltimento.

Le voci da includere nel CARC includono le operazioni di:

– gestione di sistemi di misurazione puntuale dei RU conferiti dagli utenti al servizio pubblico ai sensi del D.M. 20 aprile 2017;

– gestione del rapporto con l’utente (inclusa la gestione reclami) anche mediante sportelli dedicati o call center;

– promozione di campagne ambientali;

– accertamento, riscossione (che include le attività di bollettazione e l’invio degli avvisi di pagamento), gestione della banca dati degli utenti e delle utenze, dei crediti e del contenzioso.

Alla voce CCD si trovano i costi relativi alla quota di crediti inesigibili, caratterizzate dal completo esperimento della fase di riscossione: l’ente locale/gestore deve dimostrare di aver esaurito infruttuosamente tutte le azioni giudiziarie a sua disposizione per il recupero del credito o, alternativamente, dimostrare che sia stata avviata una procedura concorsuale nei confronti del soggetto debitore, per la parte non coperta da fondi svalutazione o rischi ovvero da garanzia assicurativa. La terminologia utilizzata richiama il fondo svalutazione, anche se è presto per comprenderne le modalità di calcolo.

Nelle decisioni dell’Autorità rientra anche la consuntivazione dei costi sugli anni 2018 e 2019, con applicazione del nuovo metodo. Il punto 5 recante Criteri di monitoraggio e di riconoscimento dei costi efficienti per le annualità 2018 e 2019 detta le formule per ricostruire i costi efficienti di servizio e investimento da riconoscere per le medesime annualità, assumendo come punto di partenza i costi effettivi rilevati per l’anno base di riferimento rappresentato dal 2017, scelta che tiene conto dell’entrata in vigore delle competenze di ARERA. Obiettivo del calcolo è l’individuazione del valore Rc, la componente a conguaglio relativa sia ai costi fissi sia ai costi variabili, inserita nella formula che individua il totale delle entrate. Pertanto, la costruzione del PEF 2020/2021 parte dalla riclassificazione dei costi del biennio 2018/2019 secondo la modalità indicata nel documento 351/2019.

La validazione dei dati e delle informazioni, compresi quelli relativi alle componenti di conguaglio, spetterà all’ente di governo dell’ambito ovvero agli altri soggetti territorialmente competenti.

Cristina Carpenedo

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