Senza categoria LA MODIFICA DELLE SANZIONI PER L’OMESSO VERSAMENTO DAL 1.1.2016. EFFETTI SUL RAVVEDIMENTO OPEROSO.

LA MODIFICA DELLE SANZIONI PER L’OMESSO VERSAMENTO DAL 1.1.2016. EFFETTI SUL RAVVEDIMENTO OPEROSO.

La modifica delle sanzioni per l’omesso versamento dal 1.1.2016. Effetti sul ravvedimento operoso

Qualche mese prima della pubblicazione della legge 208/2015 (stabilità per il 2016), il panorama normativo sui tributi locali è stato interessato dall’approvazione dei decreti attuativi della legge delega fiscale n. 23/2014. Tra questo gruppo di decreti legislativi, il n. 158 del 24 settembre 2015 introduce alcune modifiche sulla disciplina delle sanzioni e del ravvedimento operoso che, grazie alla legge 208/2015 entrano in vigore dal 1.1.2016, con anticipo di un anno rispetto al termine iniziale.

Le modifiche all’articolo 13 del d. lgs 471/97. Sanzioni per omesso versamento

La legge di stabilità al comma 133 dell’articolo 1 modifica il termine di entrata in vigore del nuovo articolo 13 dl d. lgs 471/97, la disposizione che, nell’impianto del sistema sanzionatorio tributario, punisce l’omesso versamento alla prescritta scadenza con un importo pari al 30% del tributo non versato, mediante sanzione irrogata contestualmente all’atto di accertamento in liquidazione. Da qualche anno la norma è stata interessata a modifiche che hanno attenuato il carico sanzionatorio del versamento se eseguito entro quindi giorni dalla scadenza iniziale. Il d. lgs. 158/2015 introduce un’ulteriore attenuazione del carico sanzionatorio se i versamenti sono effettuati con un ritardo non superiore a novanta giorni.

GLI STEP

  • Versamenti effettuati con un ritardo non superiore a novanta giorni: la sanzione del 30% calcolata sul tributo non versato è ridotta alla metà (15%)
  • Versamenti effettuati con un ritardo non superiore a quindici giorni, la sanzione del 30% già ridotta della metà (15%) è ulteriormente ridotta a un importo pari a un quindicesimo per ciascun giorno di ritardo.
  • Versamenti eseguiti con ritardo superiore a 90 giorni, la sanzione è del 30%
Giorni di ritardo Misura sanzionatoria  
1° giorno di ritardo  1/15  = 1 per cento  
2° giorno di ritardo  2/15  = 2 per cento  
3° giorno di ritardo  3/15  = 3 per cento  
4° giorno di ritardo  4/15  = 4 per cento  
5° giorno di ritardo  5/15  = 5 per cento  
6° giorno di ritardo  6/15  = 6 per cento  
7° giorno di ritardo  7/15  = 7 per cento  
8° giorno di ritardo  8/15  = 8 per cento  
9° giorno di ritardo  9/15 = 9 per cento  
10° giorno di ritardo 10/15= 10 per cento  
11° giorno di ritardo 11/15= 11 per cento  
12° giorno di ritardo 12/15= 12 per cento  
13° giorno di ritardo 13/15= 13 per cento  
14° giorno di ritardo 14/15= 14 per cento  
15° giorno di ritardo 15/15= 15 per cento  
Dal 16° giorno di ritardo al 90° 15 per cento  
Dal 91° giorno di ritardo 30 per cento  

 

 

Art. 13 (Ritardati od omessi versamenti diretti e altre violazioni in materia di compensazione) fino al 31.12.2015 Art. 13 (Ritardati od omessi versamenti diretti e altre violazioni in materia di compensazione) dal 1.1.2016 (modifiche in grassetto)
1. Chi non esegue, in tutto o in parte, alle prescritte scadenze, i versamenti in acconto, i versamenti periodici, il versamento di conguaglio o a saldo dell’imposta risultante dalla dichiarazione, detratto in questi casi l’ammontare dei versamenti periodici e in acconto, ancorché non effettuati, e’ soggetto a sanzione amministrativa pari al trenta per cento di ogni importo non versato, anche quando, in seguito alla correzione di errori materiali o di calcolo rilevati in sede di controllo della dichiarazione annuale, risulti una maggiore imposta o una minore eccedenza detraibile. Per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a quindici giorni, la sanzione di cui al primo periodo, oltre a quanto previsto dal comma 1 dell’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, e’ ulteriormente ridotta ad un importo pari ad un quindicesimo per ciascun giorno di ritardo. Identica sanzione si applica nei casi di liquidazione della maggior imposta ai sensi degli articoli 36-bis e 36-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e ai sensi dell’articolo 54-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.

2. Fuori dei casi di tributi iscritti a ruolo, la sanzione prevista al comma 1 si applica altresi’ in ogni ipotesi di mancato pagamento di un tributo o di una sua frazione nel termine previsto.

3. Le sanzioni previste nel presente articolo non si applicano quando i versamenti sono stati tempestivamente eseguiti ad ufficio o concessionario diverso da quello competente.

 

1 Chi non esegue, in tutto o in parte, alle prescritte scadenze, i versamenti in acconto, i versamenti periodici, il versamento di conguaglio o a saldo dell’imposta risultante dalla dichiarazione, detratto in questi casi l’ammontare dei versamenti periodici e in
acconto, ancorché non effettuati, è soggetto a sanzione amministrativa pari al trenta per cento di ogni importo non versato, anche quando, in seguito alla correzione di errori materiali o di calcolo rilevati in sede di controllo della dichiarazione annuale, risulti una maggiore imposta o una minore eccedenza detraibile. Per i versamenti effettuati con
un ritardo non superiore a novanta giorni, la sanzione di cui al primo periodo è ridotta alla metà. Salva l’applicazione dell’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a quindici giorni, la sanzione di cui al secondo periodo e’ ulteriormente ridotta a un importo pari a un quindicesimo per ciascun giorno di ritardo.
2. La sanzione di cui al comma 1 si applica nei casi di liquidazione della maggior imposta ai sensi degli articoli 36-bis e 36-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e ai sensi dell’articolo 54-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
3. Fuori dei casi di tributi iscritti a ruolo, la sanzione prevista al comma 1 si applica altresì in ogni ipotesi di mancato pagamento di un tributo o di una sua frazione nel termine previsto.4. Nel caso di utilizzo di un’eccedenza o di un reddito d’imposta esistenti in misura superiore a quella spettante o in violazione delle modalità di utilizzo previste dalle leggi vigenti si applica, salva  l’applicazione di disposizioni speciali, la sanzione pari al trenta per cento del credito utilizzato.
5. Nel caso di utilizzo in compensazione di crediti inesistenti per il pagamento delle somme dovute è applicata la sanzione dal cento al duecento per cento della misura dei crediti stessi. Per le sanzioni previste nel presente comma, in nessun caso si applica la definizione agevolata prevista dagli articoli 16, comma 3, e 17, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472. Si intende inesistente il credito in relazione al quale manca, in tutto o in parte, il presupposto costitutivo e la cui inesistenza non sia riscontrabile mediante controlli di cui agli articoli 36-bis e 36-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e all’articolo 54-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
6. Fuori dall’ipotesi di cui all’articolo 11, comma 7-bis, sull’ammontare delle eccedenze di credito risultanti dalla dichiarazione annuale dell’ente o società controllante ovvero delle società controllate, compensate in tutto o in parte con somme che avrebbero dovuto essere versate dalle altre società controllate o dall’ente o società controllante, di cui all’articolo 73, terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, si applica la sanzione di cui al comma 1 quando la garanzia di cui all’articolo 38-bis del medesimo decreto e’ presentata oltre il termine di novanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione annuale.7. Le sanzioni previste nel presente articolo non si applicano quando i versamenti sono stati  tempestivamente eseguiti ad ufficio o concessionario diverso da quello competente.”;

Effetti del favor rei.

L’entrata in vigore dell’articolo 13 del d. lgs 471/97 al 1.1.2016 produce effetti anche sulle violazioni commesse prima di questa data ma non ancora accertate, poiché trova applicazione il principio del favor rei contenuto nell’articolo 3 del d. lgs. 472/97, recante il principio di legalità. Ai sensi del comma 3 citato Se la legge in vigore al momento in cui è stata commessa la violazione e  le leggi posteriori  stabiliscono sanzioni di entità diversa, si applica la  legge più  favorevole, salvo che il provvedimento di irrogazione sia divenuto  definitivo.Ne consegue che il ravvedimento operoso, nella nuova misura collegata alla modifica della sanzione originaria, trova applicazione per i tardivi versamenti riferiti alle scadenze 2015.

Effetti sul ravvedimento operoso.

Nel sistema sanzionatorio tributario, l’articolo 13 del d. lgs. 472/97 disciplina la possibilità concessa al contribuente di ravvedersi in caso di versamento tardivo, pagando contestualmente al versamento, una sanzione in misura ridotta rispetto a quella base. Ne consegue che, le modifiche viste in caso di omesso versamento alla prescritta scadenza, producono un automatico effetto anche sulla misura del ravvedimento operoso. Preliminarmente va chiarito che anche questa disposizione è stata ritoccata dal d. lgs. 158/2015 con anticipazione, da parte della legge di stabilità, dell’entrata in vigore al 1.1.2016. Le diverse situazioni contemplate dalla norma prevedono:

  • La riduzione della sanzione ad un decimo del minimo nei casi di mancato pagamento del tributo se esso viene eseguito nel termine di trenta giorni dalla data della sua commissione
  • La riduzione della sanzione ad un nono del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro novanta giorni dalla data dell’omissione o dell’errore
  • La riduzione della sanzione ad un ottavo del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore
Giorni di ritardo Misura sanzionatoria Misura ravvedimento dal 1.1.2016
1° giorno di ritardo  1 per cento 1/10 = 0,1%   sprint
2° giorno di ritardo  2 per cento 1/10 = 0,2%   sprint
3° giorno di ritardo  3 per cento 1/10 = 0,3%   sprint
4° giorno di ritardo  4 per cento 1/10 = 0,4%   sprint
5° giorno di ritardo  5 per cento 1/10 = 0,5%   sprint
6° giorno di ritardo  6 per cento 1/10 = 0,6%   sprint
7° giorno di ritardo  7 per cento 1/10 = 0,7%   sprint
8° giorno di ritardo  8 per cento 1/10 = 0,8%   sprint
9° giorno di ritardo  9 per cento 1/10 = 0,9%   sprint
10° giorno di ritardo 10 per cento 1/10 =  1%     sprint
11° giorno di ritardo 11 per cento 1/10 = 1,1%   sprint
12° giorno di ritardo 12 per cento 1/10 = 1,2%   sprint
13° giorno di ritardo 13 per cento 1/10 = 1,3%   sprint
14° giorno di ritardo 14 per cento 1/10 = 1,4%   sprint
15° giorno di ritardo fino al 30° 15 per cento 1/10 = 1,5%   breve
Dal 31° giorno di ritardo al 90° 15 per cento 1/9   = 1,67% intermedio
Dal 91° giorno di ritardo 30 per cento  1/8 =  3,75% lungo versamento entro  il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore.

 

Articolo 13 – Ravvedimento.
In vigore fino al 31.12.2015
Articolo 13 – Ravvedimento.
In vigore dal 01/01/2016
b-bis) b-ter) e b-quater) solo per Agenzia entrate
1. La sanzione è ridotta, sempreché la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore o i soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza:

a) ad un decimo del minimo nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di trenta giorni dalla data della sua commissione;

a-bis) ad un nono del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il novantesimo giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione, ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro novanta giorni dall’omissione o dall’errore;

 

 

b) ad un ottavo del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale e’ stata commessa la violazione ovvero, quando non e’ prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore;

 

b-bis) ad un settimo del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro due anni dall’omissione o dall’errore;

b-ter) ad un sesto del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non e’ prevista dichiarazione periodica, oltre due anni dall’omissione o dall’errore;

b-quater) ad un quinto del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene dopo la constatazione della violazione ai sensi dell’articolo 24 della legge 7 gennaio 1929, n. 4, salvo che la violazione non rientri tra quelle indicate negli articoli 6, comma 3, o 11, comma 5, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471;

c) ad un decimo del minimo di quella prevista per l’omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a novanta giorni ovvero a un decimo del minimo di quella prevista per l’omessa presentazione della dichiarazione periodica prescritta in materia di imposta sul valore aggiunto, se questa viene presentata con ritardo non superiore a trenta giorni.

1-bis. Le disposizioni di cui al comma 1, lettere b-bis) e b-ter), si applicano ai tributi amministrati dall’Agenzia delle entrate.

1-ter. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui al presente articolo, per i tributi amministrati dall’Agenzia delle entrate non opera la preclusione di cui al comma 1, primo periodo, salva la notifica degli atti di liquidazione e di accertamento, comprese le comunicazioni recanti le somme dovute ai sensi degli articoli 36-bis e 36-terdel decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, e 54-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni;

1-quater. Il pagamento e la regolarizzazione di cui al presente articolo non precludono l’inizio o la prosecuzione di accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo e accertamento.

2. Il pagamento della sanzione ridotta deve essere eseguito contestualmente alla regolarizzazione del pagamento del tributo o della differenza, quando dovuti, nonché al pagamento degli interessi moratori calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno.

3. Quando la liquidazione deve essere eseguita dall’ufficio, il ravvedimento si perfeziona con l’esecuzione dei pagamenti nel termine di sessanta giorni dalla notificazione dell’avviso di liquidazione.

4. (Comma abrogato)

5. Le singole leggi e atti aventi forza di legge possono stabilire, a integrazione di quanto previsto nel presente articolo, ulteriori circostanze che importino l’attenuazione della sanzione.

 

 

1. La sanzione è ridotta, sempreché la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore o i soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza:
a) ad un decimo del minimo nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di trenta giorni dalla data della sua commissione;
a-bis) ad un nono del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro novanta giorni dalla data dell’omissione o dell’errore, ovvero se la regolarizzazione delle omissioni e degli errori commessi in dichiarazione avviene entro novanta giorni dal termine per la presentazione della dichiarazione in cui l’omissione o l’errore è stato commesso;
b) ad un ottavo del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore;
b-bis) ad un settimo del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale e’ stata commessa la violazione ovvero, quando non e’ prevista dichiarazione periodica, entro due anni dall’omissione o dall’errore;
b-ter) ad un sesto del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale e’ stata commessa la violazione ovvero, quando non e’ prevista dichiarazione periodica, oltre due anni dall’omissione o dall’errore;
b-quater) ad un quinto del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene dopo la constatazione della violazione ai sensi dell’articolo 24 della legge 7 gennaio 1929, n. 4, salvo che la violazione non rientri tra quelle indicate negli articoli 6, comma 3, o 11, comma 5, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471 ;c) ad un decimo del minimo di quella prevista per l’omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a novanta giorni ovvero a un decimo del minimo di quella prevista per l’omessa presentazione della dichiarazione periodica prescritta in materia di imposta sul valore aggiunto, se questa viene presentata con ritardo non superiore a trenta giorni.1-bis. Le disposizioni di cui al comma 1, lettere b-bis), b-ter) e b-quater), si applicano ai tributi amministrati dall’Agenzia delle entrate.1-ter. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui al presente articolo, per i tributi amministrati dall’Agenzia delle entrate non opera la preclusione di cui al comma 1, primo periodo, salva la notifica degli atti di liquidazione e di accertamento, comprese le comunicazioni recanti le somme dovute ai sensi degli articoli 36-bis e 36-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, e 54-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni;1-quater. Il pagamento e la regolarizzazione di cui al presente articolo non precludono l’inizio o la prosecuzione di accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo e accertamento.
2. Il pagamento della sanzione ridotta deve essere eseguito contestualmente alla regolarizzazione del pagamento del tributo o della differenza, quando dovuti, nonché al pagamento degli interessi moratori calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno.
3. Quando la liquidazione deve essere eseguita dall’ufficio, il ravvedimento si perfeziona con l’esecuzione dei pagamenti nel termine di sessanta giorni dalla notificazione dell’avviso di liquidazione.
4. (Comma abrogato)5. Le singole leggi e atti aventi forza di legge possono stabilire, a integrazione di quanto previsto nel presente articolo, ulteriori circostanze che importino l’attenuazione della sanzioni

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