Dl agosto: le attività di riscossione dei comuni

Con la pubblicazione del decreto legge di Agosto n. 104/2020 si aggiungono altri tasselli allo scenario che interessa la ripresa delle attività di accertamento e riscossione dei comuni.

In realtà la segnalazione sugli interventi significativi deve partire dalla conversione in legge del dl rilancio 34/2020, che chiarisce in via definitiva l’inapplicabilità dell’articolo 157 del medesimo decreto, la norma che introduce il distanziamento tra l’emissione dell’accertamento e la notifica dello stesso. Si tratta di quella norma che poteva frenare le attività dei comuni almeno per l’anno in decadenza (2015) a causa di un meccanismo bizzarro di perfezionamento degli atti e che viene categoricamente escluso per il mondo dei comuni grazie all’inserimento del nuovo comma 7 bis Le disposizioni contenute nel presente articolo non si applicano alle entrate degli enti territoriali.

Ne consegue che non ci sono ostacoli all’emissione e notifica dei nuovi avvisi di accertamento esecutivi che, come evidenziato dalla risoluzione  6/DF, possono essere notificati sin da giugno e sono inoltre interessati a una proroga della decadenza di 84 giorni per ciascun annualità non decaduta. Gli avvisi, anche nella nuova modalità esecutiva, conservano, almeno fino alla scadenza, la loro natura accertativa per diventare efficaci ai fini della riscossione coattiva dopo la scadenza prevista per il pagamento.

Il ragionamento sulla sospensione ha sempre riguardato l’accertamento e mai la riscossione ordinaria che poteva continuare senza interruzione con l’emissione di bollette e solleciti.

Discorso diverso per la fase di riscossione coattiva. L’articolo 99 del dl 104/2020 posticipa dal 30 settembre al 15 ottobre il blocco disposto sulla riscossione coattiva e sugli obblighi di accantonamento delle somme derivanti da pignoramento effettuato a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché a titolo di pensione.

Sul punto è utile riportare l’intero articolo 68

1 Con riferimento alle entrate tributarie e non tributarie, sono sospesi i termini dei versamenti, scadenti nel periodo dall’8 marzo al (ex 31 agosto 2020) 15 OTTOBRE 2020, derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, nonché dagli avvisi previsti dagli articoli 29 e 30 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2010, n. 122. I versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati in unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione. Non si procede al rimborso di quanto già versato. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 159.

2 Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche agli atti di cui all’articolo 9, commi da 3-bis a 3sexies, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, e alle ingiunzioni di cui al regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, emesse dagli enti territoriali, nonché agli atti di cui all’articolo 1, comma 792, della legge 27 dicembre 2019, n. 160.

Quali attività possono compiere i comuni e le società di riscossione per adempiere alla norma?

La risposta si trova contenta nella circolare dell’Agenzia delle Entrate 25/E al punto 3.9.2 che evidenzia come le  previsioni dell’articolo 68, commi 1, 2 e 2-bis, del decreto-legge n. 18/2020 devono essere necessariamente lette in una prospettiva sistematica e, quindi, anche alla luce delle disposizioni di carattere generale dettate, in materia di sospensione dei termini di versamento in caso di eventi eccezionali, dall’articolo 12 del decreto legislativo n. 159 del 2015, la cui ratio risiede nell’esigenza di evitare di effettuare, nei confronti di soggetti che si trovano in manifesta situazione di difficoltà a causa della calamità, attività di notifica o di riscossione di crediti rientranti nelle tipologie oggetto di sospensione.   

Pertanto, sono da ritenersi sospesi nel periodo intercorrente tra l’8 marzo 2020 e il 15 ottobre 2020 (tra il 21 febbraio 2020 e il 15 ottobre 2020 con riferimento ai soli soggetti aventi, alla stessa data del 21 febbraio 2020, residenza/sede legale/sede operativa nei territori dei comuni delle Regioni Lombardia e Veneto indicati nell’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1° marzo 2020):

  1. a) i termini di pagamento (e, conseguentemente, le attività di recupero, anche coattivo), relativi a carichi, affidati agli Agenti della riscossione, derivanti dagli avvisi esecutivi dell’Agenzia delle entrate, dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dell’INPS e dagli atti esecutivi di cui all’articolo 1, comma 792, della legge n. 160 del 2019, ovvero da ruoli/cartelle, in scadenza nello stesso periodo (ivi compresi quelli dilazionati ex articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973), con conseguente «congelamento», per la durata dello stesso periodo di sospensione, dell’applicazione degli interessi di mora di cui all’articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973;
  2. b) la notifica di nuove cartelle di pagamento (e, conseguentemente, le attività di recupero, anche coattivo), afferenti a carichi affidati sia prima dell’inizio del periodo di sospensione, sia durante tale periodo;
  3. c) le attività di recupero, anche coattivo, dei carichi (avvisi di accertamento esecutivi/avvisi di addebito/atti esecutivi e ruoli/cartelle di pagamento) già scaduti prima del periodo di sospensione, con effetti identici a quelli richiamati sub a), sotto il profilo del «congelamento» degli interessi di mora durante il periodo di sospensione.

Per quanto attiene, poi, alle modalità di effettuazione dei versamenti sospesi, l’articolo 68, comma 1, del decreto-legge n 18 del 2020 prevede che essi debbano essere eseguiti «in unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione» e, quindi, entro il 30 novembre 2020. In tale contesto, non è ipotizzabile l’esecuzione di azioni di recupero di somme per le quali non possa considerarsi in concreto scaduto il termine stabilito dal Legislatore per effettuare il relativo pagamento.

 Ne deriva che:

a) restano sospesi fino al 30 novembre 2020 i termini di pagamento dei carichi menzionati sub a), per i quali, quindi, l’Agente della riscossione non potrà svolgere, fino a quest’ultima data, alcuna attività di recupero e resterà, altresì, sospesa la decorrenza degli interessi di mora di cui all’articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602;

b) si esaurirà, invece, al 15 ottobre 2020 la sospensione:

  • degli adempimenti di notifica delle cartelle di pagamento sub b), che dovranno perciò essere riattivati sin dal 16 ottobre 2020;
  • delle attività di recupero sub c), che l’Agente della riscossione dovrà riavviare a partire dallo stesso 16 ottobre 2020, con contestuale ripresa della decorrenza degli interessi di mora sui relativi carichi.

Si segnala infine la disposizione contenuta nell’articolo 111 che risolve la questione dell’incasso sul conto corrente delle società pubbliche di riscossione, che potranno mantenere i propri conti invece che subire l’adeguamento contenuto nell’articolo 2 bis del dl 193/2016.

Ma di questo scriveremo puntualmente nel prossimo articolo.

 Cristina Carpenedo

 

Cristina Carpenedo
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Funzionario responsabile per la riscossione pubblica con abilitazione di legge Funzionario responsabile IMU - Imposta di soggiorno - Cosap - riscossione coattiva e contenzioso tributario del Comune di Jesolo, in regime di part time al 50% . Direttrice del sito ufficiotributi.it ed. MAGGIOLI Presidente di Oesis s.r.l. Formatrice in materia di accertamento e riscossione di entrate locali, iscritta all’albo formatori IFEL (Istituto finanza enti locali) Formatrice per ANCI Emilia Romagna, ANCI Veneto e IFEL Autrice di pubblicazioni in materia di riscossione e tributi locali